Il Matto

la simbologia di questo Arcano è ambivalente, giacché la possibile mancanza del numero gli permette di apparire sia all'inizio sia alla fine della serie dei Tarocchi. Ciò è indicativo delle sue principali caratteristiche: la libertà che si spinge oltre qualsiasi ordine prestabilito, e l'uomo che si pone fuori da ogni tempo.

Il Matto rappresenta l'eterno pellegrino, l'iniziato che ripercorre le esperienze di tutti gli altri Arcani alla ricerca della verità e della conoscenza.

Quando appare all'inizio della serie degli Arcani, quindi con il numero O, simboleggia la persona che cammina senza coscienza, indica l'ambiva lenza tra innocenza ed errore e rappresenta la mancanza di maturità. Se appare invece alla fine della serie, con il numero XXII, si manifesta come il saggio-matto, l'incompreso felice che non vuole dimostrare nulla e che ha completato il suo percorso, libero dai vincoli del mondo.

Il Matto è la rappresentazione esoterica della divinità e dell'infinito, la fiamma dello spirito che ci guida alla ricerca dell'assoluto.

 

  Il Bagatto

Questo arcano apre la serie numerata dei tarocchi; il numero 1 rappresenta il principio attivo, la mente individuale che si contrappone all'incoscienza collettiva. Il bagatto è l'uomo impegnato nella conquista della coscienza di sé e quindi dell'unione dello spirito con la materia.

La posizione del corpo e delle braccia del Bagatto rimanda, sia pur lontanamente, alla figura della svastica, antico simbolo della croce con cui si rappresentano il Sole e il vortice della creazione.

Questo arcano simboleggia anche la materia prima degli alchimisti, vale a dire la psiche umana, disposta a trasformarsi e a intraprendere il cammino verso la perfezione

 

  La Papessa

La Papessa rappresenta il lato passivo della mente, ossia la saggezza che si nasconde dietro il velo di Maya, l'apparenza illusoria del mondo. Indica inoltre la cortina del tempo, che è necessario squarciare prima di accedere alla luce, e quindi alla conoscenza. Ma è anche il simbolo del subconscio, dell'intuizione che permette di arrivare alla radice delle cose.

Con il secondo Arcano si entra nel regno del dualismo: La Papessa, infatti, personifica il principio femminile e quello lunare dal punto di vista dello spirito, come L'Imperatrice lo rappresenta nel mondo della materia.

Se con il primo Arcano, Il Bagatto o Il Mago, ci si era immersi nel vortice della creazione dell'universo, La Papessa ci trascina verso la propria essenza, in modo da svelarcene il mistero attraverso la chiave della conoscenza.

 

  L'imperatrice

Con l'Arcano III si entra nel mondo della femminilità nel suo aspetto solare e cosciente. Se La Papessa rappresenta il potere della saggezza incosciente, L'Imperatrice ci mostra questa saggezza priva di qualsiasi velo e riflessa nell'intelligenza.

Essa incarna il potere creatore dell'immaginazione, ossia la parte femminile della mente, che agisce come strumento generatore di immagini. L'Imperatrice rappresenta la matrice universale, il calice in cui si raccoglie lo spirito e da cui discendono tutte le creature.

Il potere dell’Imperatrice si manifesta nel regno della natura sotto forma di bellezza. Questo terzo arcano, inoltre, è il simbolo dell’armonia che sovrintende a tutto il creato

 

  L'imperatore

Con questo Arcano entriamo nel regno dell'or dine e della concrezione dell'astratto, vale a dire della materia. È il mondo maschile, attivo e solare, complementare al mondo femminile e ricettivo dell'Arcano precedente.

Se  l'Imperatrice ci parla dell'intelligenza e dei sentimenti, L'Imperatore ci mostra l'ordine e la determinazione necessari a organizzare il mondo. Egli rappresenta l'energia creativa maschile. È colui che feconda  la Natura, l'architetto che progetta le forme materiali.

La sua azione si manifesta attraverso le strutture, tanto nel regno della Natura (struttura dell'atomo, ecc.), quanto nel mondo degli uomini (la società, la legge, la famiglia).

In una parola, L'Imperatore è il Demiurgo, l'artefice divino, l'essere che, secondo la filosofia platonica, costruisce il mondo e l'uomo a partire dalla materia.

 

  Il Papa

L'Arcano del Papa ci dischiude le porte del pensiero. Rappresenta l'aspetto lunare della forza maschile e in ciò è complementare alla Papessa , come il positivo è complementare al negativo. Costituisce la contropartita, sul piano dello spirito, dell'energia materiale dell'Imperatore: infatti, mentre l'Arcano IV afferma la propria forza attiva, Il Papa comunica il sapere che possiede.

Se La Papessa ci parla di una sapienza inconscia, Il Papa mostra il frutto dell'intelletto che elabora i messaggi dell'inconscio e li trascrive in forma di rivelazione e comprensione. Questo Arcano corrisponde al numero cinque, cifra che rimanda all'uomo considerato come il mediatore tra Dio e l'Universo.

Egli è il Pontefice (Pontifex), colui che edifica i "ponti" tra il mondo della materia e quello dello spirito. Il Papa è, nello stesso tempo, il custode delle verità spirituali, il loro ministro e colui che le rivela. La sua azione si manifesta in tutti gli ambiti intellettuali, specialmente in quelli che ricercano la comprensione dell'Universo, come la teologia e la filosofia.

 

  Gli Amanti

Questo Arcano spalanca le porte del libero arbitrio. Rappresenta l'uomo che si confronta con la prima scelta importante della sua vita, quella tra la madre e la donna di cui è innamorato, fra l'autorità tradizionale e l'atto di volontà indipendente che gli permetterà di crescere.

Simboleggia, inoltre, la scelta tra bene e male, virtù e vizio, che l'uomo deve compiere tutte le volte che il destino lo mette di fronte a un bivio. Alla carta degli Amanti corrisponde il numero 6 che, secondo la scuola pitagorica, è il primo numero perfetto. Comunemente, viene associato alla sessualità. La sua comparsa può indicare sia la necessità di compiere una scelta difficile tra due alternative, sia la spinta verso l'amore come ricerca dell'armonia assoluta.

La scena raffigurata nella carta degli Amanti è in qualche modo diversa da quelle illustrate negli Arcani precedenti. Per la prima volta nella serie dei Tarocchi, la figura centrale, in questo caso l'uomo, non ha le dimensioni gigantesche e la caratteristica di archetipo alla quale ci avevano abituati, per esempio, Il Papa o L'Imperatore. AI contrario, egli si relaziona agli altri personaggi con naturalezza e disponibilità. Con ciò, è evidente che questo Arcano costituisce la porta d'ingresso nel mondo degli uomini.

 

  Il Carro

L'Arcano del Carro ci conduce nell'ambito della formazione della persona. Rappresenta l'uomo che, grazie alla forza di volontà, dà una direzione precisa al veicolo che gli consentirà di farsi strada nella vita. È una carta che indica consapevolezza delle proprie capacità e dei propri meriti, e che contiene tutti i presupposti del successo.

Se, nell'Arcano degli Amanti, l'eroe ha imparato a scegliere la giusta via, nel Carro egli intraprende la marcia verso l'affermazione di sé, sorretto dalla personalità che ha saputo costruirsi e che gli servirà a imporsi nel mondo.

Il Carro corrisponde al numero VII e rappresenta un percorso privilegiato per raggiungere la dimensione spirituale senza lasciarsi dominare dall'ebbrezza del successo. Il concetto è rafforzato dalla figura geometrica di un triangolo, simbolo dello spirito, formato dalle braccia e dalla testa dell'auriga, in posizione dominante sul quadrato descritto dal carro, simbolo della materia.

 

  La Giustizia

Con l'Arcano della Giustizia si entra nel secondo stadio della vita umana, ossia nell'età matura. Rappresenta l'uomo che comprende le leggi universali e agisce di conseguenza, agevolando così i suoi propositi evolutivi sia sul piano personale, sia su quello sociale.

Se, nell'Arcano del Carro, l'uomo prende in mano le redini della propria vita per dirigersi in piena libertà verso le mete ambite, La Giustizia mostra l'eroe che si confronta con le conseguenze delle proprie azioni, ora consapevole del fatto che ogni gesto da lui compiuto si ripercuote anche sul resto del mondo e che, prima o poi, gli effetti ricadranno su di lui, chiudendo il cerchio dell'energia e ristabilendo l'equilibrio.

Questo Arcano rappresenta l'idea del Karma, inteso come la legge universale che costituisce il fondamento della giustizia terrena e divina, equilibrando ogni azione con una reazione dello stesso segno. La protagonista di questa ottava carta dei Tarocchi ritrova la grandezza dei personaggi centrali dei primi Arcani, come La Papessa o L'Imperatore, forse perché non rappresenta l'eroe impegnato lungo la via che conduce alla Sapienza, ma la figura archetipica della Legge Cosmica, che garantisce il delicato equilibrio della vita sulla Terra.

 

  L'Eremita

La carta dell'Eremita suggerisce una svolta assoluta nel processo di crescita dell'individuo, un cambiamento radicale che si traduce in un desiderio di ricerca interiore. Negli Arcani precedenti, l'eroe era andato forgiando la propria personalità fino a conquistare una notevole conoscenza delle leggi che regolano la vita, tanto personale, quanto sociale. Entrando nel IX Arcano, invece, egli rivolge lo sguardo all'interno di se stesso: l'obiettivo, ora, è conoscere la propria essenza.

L'Eremita rappresenta l'uomo entrato nella piena maturità psicologica. Questo stadio evolutivo può essere raggiunto a qualsiasi età, a condizione, però, di non accontentarsi dei risultati ottenuti, ma di orientare la vita verso una nuova meta: la conoscenza dello spirito.

Questo Arcano è l'immagine simbolica di Saturno o Chronos, il signore del tempo che, nella mitologia greca e romana, divora i suoi stessi figli a mano a mano che nascono. L'Eremita ci parla della legge secondo la quale tutto ciò che, in qualsiasi momento, entra nel gioco della vita, è soggetto ai cambiamenti prodotti dal suo stesso divenire e, pertanto, alla vecchiaia e alla morte. Nel medesimo tempo, l'Arcano è collegato alla figura del filosofo greco Diogene che, in pieno giorno, camminava perle strade di Atene con una lanterna accesa esclamando: "Cerco l'uomo". Il vecchio saggio dell'Eremita, infatti, rappresenta la ricerca interiore, l'indagine che conduce l'eroe alla sua giusta meta finale: la trasformazione in vero uomo per mezzo della "lanterna dello spirito".

 

  La Ruota della Fortuna

l'Arcano numero X, la Ruota, rivela la fine di un ciclo completo e il principio di un altro ciclo del tutto nuovo. Se, con gli Arcani Maggiori precedenti, l'uomo affronta la ricerca della saggezza in maniera assolutamente personale, persino intimista, come succede nel caso della carta dell'Eremita, la comparsa di questo nuovo Arcano indica che l'eroe allarga i propri orizzonti per dirigere i passi verso la comprensione dei principi universali la Ruota esprime l'idea del destino e rende palese che tutto, nell'Universo, possiede un carattere ciclico, mutevole e transitorio, e che ciò vale sia nell'ambito umano, sia in quello della Natura, sia nella vita in generale.

Nulla esiste per se stesso, tutto fluisce tra il manifestarsi delle cose e il loro dissolvimento, come, senza alcun dubbio, dimostra il vorticoso girare della ruota.

Attraverso le proprie azioni, l'eroe affronta l'eterno e inesorabile dilemma tra il destino e il libero arbitrio. Soltanto la maturità che si acquisisce mediante la reale comprensione delle leggi universali gli consentirà di avvicinarsi al centro stabile della ruota. Nessuna delle figure che appaiono in questa carta è realmente umana, ad avvisare che ci troviamo davanti all'espressione di un'energia primordiale.

 

 

La Forza

L'Arcano della Forza rimanda al mito di Ercole e del leone di Nemea, nel quale si narra che l'eroe abbia strangolato l'animale (associato all'elemento del fuoco) e si sia rivestito della sua pelle. In questa leggenda, l'incontro tra il leone-fuoco, associato all'impulso istintivo, e il semidio rappresenta la metafora dell'incontro fra lo spirito dell'uomo e la sua ombra, l'energia istintiva.

Tuttavia, mentre Ercole uccide il leone grazie alla forza maschile, la giovane che appare nell'Arcano della Forza si impone sull'avversario senza usare alcuna violenza, in un atto di sublimazione che trasforma l'energia della libido e degli istinti in energia spirituale.

Questo Arcano, quindi, esprime la forza intesa non solo nel senso di energia fisica, ma anche come qualità interiore, mentale o spirituale. Si tratta, insomma, di una forza capace di sottomettere alla volontà le passioni e gli istinti dell'essere umano. L'Arcano, dunque, rappresenta l'anima quando, guidata dallo spirito, soggioga le indomite forze dell'istinto per mezzo della volontà.

 
 

L'Appeso

Con L'Appeso comincia il secondo ciclo di undici carte. Tale ciclo rappresenta la via passiva dell'iniziazione, nella quale l'eroe non è più in grado di partecipare attivamente al processo della conoscenza, come succede negli undici Arcani precedenti, ma resta passivo, permettendo che le forze divine ed esterne lo spingano verso altri piani e livelli dell'essere.

È il cammino introspettivo, ricettivo e lunare, cioè la via mistica. In questa carta, l'eroe è indifeso ed esposto a qualsiasi pericolo. La postura raffigura una croce (le gambe) su un triangolo (testa e braccia), simbolo dello spirito che discende verso l'oscurità della materia per redimerla.

L'Appeso è l'emblema della vittima propiziatoria. Come tale, la sua figura ci rimanda alle immagini di tutti gli dei sacrificati, da Osiride a Dioniso, da Odino allo stesso Cristo sulla croce; per questo motivo. si trasforma in un simbolo di salvezza. Sul piano terreno, L'Appeso rappresenta l'uomo capace di sacrificare la propria volontà per sottomettersi alla Volontà Suprema, in modo da identificarsi con la divinità.

 
  La Morte

Questo arcano contrassegnato dal numero 13, cifra che viene meno all’ordine naturale stabilito dai dodici segni zodiacali e che, quindi, colloca l’eroe oltre i confini del mondo conosciuto  spingendolo verso il caos primordiale e verso un nuovo periodo di manifestazione.

Tale processo iniziatico prevede, per l'eroe, una morte e una rinascita; implica.. quindi, il ritirarsi dal mondo puramente sensibile per passare a uno stato di maggiore elevazione. La morte, quindi, non è altro che una porta: è la stessa che l'uomo deve attraversare nel momento della nascita per accedere al mondo terreno, sebbene il passaggio qui sia inverso, e che gli permette di accedere alla fonte di vita dalla quale proviene il suo spirito. L'Arcano rappresenta il perpetuo fluire della coscienza tra i due poli della vita e della morte; senza il passaggio nel mondo terreno, la manifestazione dell'esistenza non sarebbe possibile. Quindi, La Morte, intesa come archetipo, è sinonimo di metamorfosi e rigenerazione e il suo effetto è simile al processo vitale proprio del seme o della crisalide.  

 

  La Temperanza

Con questo Arcano, l'eroe, grazie alla sua volontà, trasmuta e bilancia le forze di natura contraria per trovare un nuovo centro di equilibrio e di armonia, diverso da quello della Giustizia poiché, in questo caso, non si tratta semplicemente di equilibrio, ma del fluire dinamico che risolve le contraddizioni tra due polarità opposte.

Nel campo dell'alchimia, inoltre, La Temperanza fa riferimento alla distillazione, ossia alla purificazione della materia; in un altro ordine di cose, il nome dell'Arcano ci riporta alla quarta Virtù Cardinale.

La Temperanza, inoltre, rimanda all'antica arte della lavorazione dei metalli, che consisteva nel cercare il giusto punto di resistenza e di elasticità di un metallo (per esempio, la lama di una spada) riscaldandolo e raffreddandolo, rispettivamente, con il fuoco e con l'acqua. Analogamente, questo Arcano aiuta "iniziato a temprare e rinnovare la propria anima attraverso l'azione dello spirito-fuoco della volontà e dell'anima-acqua dei sentimenti, nonché ad aprire la mente a nuove manifestazioni dell'essere, sempre più sottili e profonde.

 

  Il Diavolo

L'apparizione del quindicesimo Arcano costringe l'eroe ad affrontare l'energia allo stato puro. Il Diavolo simboleggia la forza dirompente. della libido, che provoca l'esplosione delle forze della natura, vivificatrici o restrittive, e rappresenta il dio Pan, dispensatore di vita e signore della fecondità.

Se, con l'Arcano della Forza, l'eroe fronteggia la propria ombra, con Il Diavolo egli si trova ad affrontare l'ombra dell'inconscio collettivo, le sue paure e i suoi limiti, per poi integrarli attraverso la comprensione della verità.

Questo Arcano è l'archetipo di Satana, immagine che le religioni cristiane associano al male e che, invece, la tradizione esoterica accomuna all'ignoranza, alla restrizione e alla mediocrità. Satana, però, è Lucifero, l'arcangelo caduto dal cielo, portatore della Luce: se l'eroe riuscirà a dominare la sfera dell'Io in maniera controllata, le forze dell'Oscurità si trasformeranno nei poteri del- la Luce e potranno illuminare il suo cammino.

 

  La Torre

In un certo senso, questo Arcano è allo stesso tempo contrario e complementare alla carta che lo precede, Il Diavolo, considerato però prima della sua caduta dal Cielo, quando era ancora l'angelo della luce, ovvero Lucifero. In effetti, è proprio Lucifero a illuminare la coscienza superiore dell'uomo con il fuoco divino, le cui fiamme ne attraversano come un fulmine la coscienza, permettendole di entrare in contatto diretto con le forze del centro primordiale. L'apparizione dell'Arcano della Torre, pone l'eroe di fronte all'impatto devastante del fuoco della vita, luce della Coscienza Divina. L'urto non potrà essere attutito in alcun modo e libererà la mente dalle proprie costrizioni, schiudendole la via che conduce al centro spirituale.

La forza del fuoco divino può trasformare "la Torre della coscienza" nella "Dimora di Dio", altro nome con il quale questa carta appare in alcuni mazzi di Tarocchi. Affinché questo avvenga, è tuttavia indispensabile che il raggio distrugga prima le vecchie strutture, per far sì che la mente abbia il potere di adattarsi dinamicamente alle nuove realtà dello spirito, poiché il fluido naturale della vita si oppone alla cristallizzazione di strutture fisse, quali i concetti, le filosofie e le idee.

La Torre rappresenta, quindi, l'attimo in cui la rivelazione interiore genera la libertà, la verità e il consegui- mento della totalità.

 

  Le Stelle

Le Stelle sono il primo Arcano nel quale compare un corpo nudo, fatta eccezione per Il Diavolo. Quest'ultimo, tuttavia, rappresenta il potere di un archetipo e, pertanto,"la nudità che esibisce non appartiene alla natura umana. Nella carta delle Stelle, al contrario, la nudità dell'uomo si mostra in tutto il suo splendore. Per la prima volta, inoltre, appaiono gli astri, a simboleggiare la vita cosmica che illumina e accompagna l'esistenza umana.

Su un piano più ampio, Le Stelle incarnano l'Eva primigenia, vale a dire l'umanità che prende parte al processo della vita. Su un livello più personale, invece, rappresentano l'anima dell'uomo che, per la prima volta nel suo transito evolutivo, si mescola con la vita cosmica, simboleggiata dalle stelle, e cerca la sintonia con ciò che le sta intorno.

L'Arcano XVII rappresenta, quindi, l'anima dell'eroe che attraverso le due brocche, raffigurazione della forma, guida l'energia contenente l'essenza della vita. Tuttavia, ricordiamo che, in questo caso, l'essenza non viene travasata da un contenitore all'altro, come accadeva sulla carta con l'angelo della Temperanza, e ciò a suggerire che non si tratta di energia chiusa, fine a se stessa, bensì di quella forza che si espande sulla natura e che alimenta la vita affinché possa arricchirsi, manifestando così una completa integrazione con l'universo.

 

  La Luna

Nell'Arcano XVIII appare uno dei due luminari del nostro mondo, la Luna, nei suoi duplici aspetti primordiali. Da un lato è Ecate, la terribile e affascinante dea guardiana delle porte dell'Ade, cioè dell'inferno, che con il suo potere cattura le anime imprigionandole in una interminabile serie di immagini riflesse dallo stagno, rappresentazione dell'inconscio. Dall'altro lato è la dea Madre, il principio femminile, origine universale e ingresso a una nuova vita di carattere superiore. Entrando nel regno della Luna, l'iniziato dovrà mettere alla prova la fiducia conquistata con l'Arcano precedente, Le Stelle, per attraversare, secondo le parole di San Giovanni della Croce, la notte oscura dell'anima, e per camminare verso la totalità senza altro aiuto che il pallido e fragile scintillio la sua intuizione. l'Arcano fornisce all’iniziato il potere necessario combattere contro le illusioni della realtà materiale

Questo, che inizialmente può presentarsi come un vantaggio, potrebbe in seguito volgersia suo danno, imprigionandolo nel mondo illusorio di potere creato da sua fantasia.

La vera sfida lanciata da questo Arcano consiste nello spingersi oltre le due torri, alla ricerca de verità priva di qualsiasi potere artificioso, senza lasciarsi influenzare dai sotterfugi e dagli inganni della regina della notte. Questa concede all’iniziato il potere della magia, ma allo stesso temi ne logora le forze, impedendogli di raggiungere sua meta.

 

  Il Sole

Questa carta raffigura la grande stella del nostro universo: il Sole. Tuttavia, se nel precedente Arcano della luna l'uomo affronta i pericoli dell'anima nel momento in cui questa è sedotta dal magico potere dell'incantatrice della notte, nell'Arcano XIX l'iniziato oltrepassa i confini dell'inconscio e si avvicina al centro mistico, protetto dalla luce del Sole della coscienza.

Grazie al Sole, l'iniziato supera le proprie paure e incertezze, e impara a mantenere sempre vivo il fuoco interiore dello spirito, quel fuoco che si trasforma nella luce che ci permette di discernere il vero senso delle cose.

Quindi, il comparire di questo Arcano conduce l'iniziato alla completezza mentale, permettendogli la comunione della coscienza con l'inconscio, sebbene questi restino separati. È per questo che i due bambini sono rappresentati a un passo dalla loro piena integrazione. Oltre a ciò, Il Sole manifesta l'accettazione e la collaborazione attiva dell'iniziato nella realizzazione del Grande Progetto della Creazione.

 

  Il Giudizio

L'Arcano del Giudizio è ,intimamente connesso con il concetto di Giudizio Finale e, di conseguenza, con la resurrezione. L'apparizione di questo Arcano indica che l'Io personale è sottoposto al giudizio dell'Io universale; l'iniziato conclude vittoriosamente l'ultima grande prova: ottiene la comprensione che, come annuncia l'angelo, tutte le manifestazioni, tutti i cambiamenti apparenti, sono in realtà originati dal gioco illusorio della mente.

Adesso l'Io e il subconscio si fondono in un'unica unità, dando origine a una Nuova Era, nella quale lo spirito incarna l'uomo nuovo e vero, libero dalle limitazioni della mente e del mondo del fenomeni materiali, cioè l'uomo che riceve la chiamata dall'Alto per il compimento del proprio destino finale.

L'Arcano del Giudizio annuncia quindi la buona nuova di una profonda mutazione dell'iniziato, o del suo ingresso in una Nuova Era, che i Vangeli indicano come "un nuovo cielo e una nuova terra". In una dimensione universale, l'Arcano manifesta il completamento di un'Era Cosmica.
 

  Il Mondo

L'Arcano XXI presenta lo stesso personaggio che appare nell'Arcano XII, L'Appeso, ma in posizione capovolta; in tal modo Il Mondo è, di fatto, l'inversione numerica e grafica del suddetto Arcano. Ciò sta a significare che con questa carta si realizza finalmente il compito di redenzione iniziato con il numero XII.

L'apparizione di questo Arcano conduce l'iniziato alla realizzazione totale della Grande Opera alchemìca, dopo che si è perfezionato procedendo attraverso gli Arcani precedenti. Questo è il motivo per cui Il Mondo è considerato l'Anima Mun di, l'Anima dell'Universo che si integra nell'individuo una volta che questi abbia compiuto la Grande Opera.

In altre parole, rappresenta la mente come protagonista e, allo stesso tempo, creatrice dell'Universo. Quindi, l'accettazione di questo Arcano da parte dell'iniziato comporta l'integrazione finale degli opposti, il completamento di un ciclo evolutivo e la scoperta che il mondo esiste in virtù di chi se ne rende protagonista.

 

 

   

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